PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Anno scolastico 2016-2019

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CHE COS’E’ IL P.T.O.F.?

Il Piano triennale dell’Offerta Formativa ( P.T.O.F.) è il “documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche” ed esplicita la progettazione curricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia coerentemente con le direttive ministeriali e tenendo conto del contesto storico, geografico, sociale, economico e culturale del territorio e delle esigenze formative dell’utenza. Costituisce una direttiva per l’intera comunità scolastica, delinea l’uso delle risorse di Istituto e la pianificazione delle attività curricolari, extracurricolari, di sostegno, recupero, orientamento e formazione integrata.

Il P.T.O.F. ha come riferimento normativo la LEGGE N° 107/2015, in cui è sottolineato il ruolo preminente del Dirigente Scolastico che, unitamente al Collegio Docenti, definisce le attività della scuola e opera scelte di gestione e amministrazione. La dimensione triennale del P.T.O.F. rende necessario mantenere due piani di lavoro tra loro intrecciati: uno destinato ad intrecciare l’offerta formativa a breve termine e comunicare alle famiglie e agli alunni lo status della scuola, i servizi attivi, le linee pedagogiche che si è scelto di adottare; l’altro è orientato a disegnare lo scenario futuro, l’identità della scuola auspicata al termine del triennio di riferimento e i processi di miglioramento continuo che si intendono realizzare.

STORIA, IDENTITA’ E MISSION DELLA SCUOLA

STORIA

L’attività della nostra scuola ha inizio nell’anno 1910, per opera della parrocchia e in collaborazione con l’istituto Suore Maestre di S. Dorotea, con lo scopo di accogliere e educare i bambini secondo i valori cristiani.

Da Settembre 2004 le suore non sono più presenti nella struttura.

Nell’anno scolastico 2017/2018 sono presenti tre sezioni per un totale di 54 bambini. L’organico é costituito da sei persone: una coordinatrice insegnante, due insegnanti, una cuoca, un ausiliario che svolge anche il ruolo di sorvegliante per il post orario e un’insegnante di sostegno (o in alternanza operatore addetto all’assistenza o ripetitore per sordomuti)

Ci si avvale inoltre dell’aiuto di qualche genitore per i lavori di manutenzione del cortile e per organizzare alcune feste come ad esempio il carnevale.

IDENTITA’ DELLA SCUOLA FISM

La scuola è luogo di incontro e di crescita reciproca.

Persone sono gli insegnanti e persone sono i bambini. Educare istruendo significa essenzialmente tre cose:

  • Consegnare alle nuove generazioni il patrimonio culturale che ci viene dal passato perché non vada disperso e possa essere messo a frutto.

  • Preparare al futuro introducendo i bambini alla vita adulta fornendo quelle competenze indispensabili per essere protagonisti all’interno del contesto sociale in cui vivono.

  • Accompagnare il percorso di formazione personale che ogni bambino compie sostenendo la sua ricerca di senso e il faticoso processo di costruzione della propria personalità.

LA SCUOLA È PARITARIA

La normativa dettata dalla Legge 10 marzo 2000 n. 62 definisce “Scuole Paritarie” le istituzioni scolastiche non statali e gli enti locali che: corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, sono coerenti con la domanda formativa della famiglia e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia fissati dalla legge medesima.

Nel sistema nazionale dell’istruzione, quindi, le istituzioni scolastiche sia statali che paritarie concorrono, nella loro specificità e autonomia, a realizzare l’offerta formativa sul territorio.

Il gestore è garante dell’identità culturale e del Progetto Educativo della scuola ed è responsabile nei confronti dell’Amministrazione e degli utenti.

LA SCUOLA È DI ISPIRAZIONE CATTOLICA

La scuola dell’infanzia si definisce “cattolica” per il suo riferirsi alla vera concezione cristiana della realtà, in cui Cristo è il centro.

Tutti i membri della Comunità Scolastica condividono questa visione cristiana e considerano i principi evangelici come norme educative, motivazioni interiori e mete finali.

Tratto da “Scuola Cattolica”, 33/34 :

L’insegnamento della religione rappresenta un aspetto e un mezzo specifico che si colloca all’interno di una proposta educativa più ampia che deve avere una sua originalità e un suo taglio particolare in vista della finalità generale assegnata alla scuola cattolica”.

LA SCUOLA È PARROCCHIALE

La Comunità parrocchiale Santo Stefano di Brognoligo vede nella scuola uno dei principali mezzi di formazione umana, culturale e religiosa e ritiene l’azione educativa una valida collaborazione alla costruzione di una società più giusta e solidale.

L’obiettivo da perseguire costantemente è quello di “dar vita ad un ambiente comunitario scolastico permeato dello spirito evangelico di libertà e carità” (Concilio Vaticano II, Gravissimum educationis, n. 8) .

In questa luce la corresponsabilità tra genitori e insegnanti può favorire la trasformazione della scuola in una comunità preposta all’istruzione e all’educazione delle nuove generazioni.

LA MISSIONE CHE IDENTIFICA E CARATTERIZZA LA NOSTRA SCUOLA

Il fine principale della Scuola dell’Infanzia cattolica è l’educazione umana e cristiana del bambino, la realizzazione della sua personalità attraverso lo sviluppo dei doni di natura e di grazia di cui Dio lo ha arricchito.

La scuola intende perciò:

  • favorire il percorso formativo di ogni bambino inteso come possibilità di esprimere le proprie potenzialità nei campi affettivo, relazionale ed intellettivo

  • promuovere lo sviluppo dell’identità, della relazione, dell’interazione e della cooperazione all’interno del gruppo classe creando un favorevole contesto di apprendimento

  • valorizzare l’originalità e la diversità di ciascuno

  • considerare l’esistenza dell’uomo nella sua vocazione trascendentale originaria

  • desiderare di coltivare i valori dell’interiorità, della contemplazione e della preghiera, per cogliere il vero significato delle cose

  • allenare a guardare la realtà rischiarata dalla fede

  • sentire il dovere e la necessità di educare alla fraternità, alla condivisione e alla solidarietà

  • insegnare a vivere senza frontiere, con spirito missionario, sensibile alle sofferenze e gioie di tutti gli uomini

  • coltivare nei bambini l’amore alla vita, l’intelligenza, la coscienza morale, il valore della libertà, il senso della giustizia, il senso della convivenza sociale.

Per ogni bambino o bambina, la scuola dellinfanzia si pone la finalità di promuovere lo sviluppo dellidentità, dellautonomia, della competenza, della cittadinanza.

Sviluppare lidentità significa imparare a stare bene e a sentirsi sicuri nellaffrontare nuove esperienze in un ambiente sociale allargato. Vuol dire imparare a conoscersi e a sentirsi riconosciuti come persona unica e irripetibile, sperimentare diversi ruoli e diverse forme di identità: figlio, alunno, compagno, maschio o femmina, abitante di un territorio, appartenente a una comunità.

Sviluppare lautonomia comporta lacquisizione della capacità di interpretare e governare il proprio corpo, partecipare alle attività nei diversi contesti, avere fiducia in sé e fidarsi degli altri, realizzare le proprie attività senza scoraggiarsi, provare piacere nel fare da sé e saper chiedere aiuto. Esprimere con diversi linguaggi i sentimenti e le emozioni, esplorare la realtà e comprendere le regole della vita quotidiana, partecipare alle negoziazioni e alle decisioni motivando le proprie opinioni, le proprie scelte e i propri comportamenti, assumere atteggiamenti sempre più responsabili.

Sviluppare la competenza significa imparare a riflettere sullesperienza attraverso lesplorazione, losservazione e lesercizio al confronto, descrivere la propria esperienza e tradurla in tracce personali e condivise, rievocando, narrando e rappresentando fatti significativi, sviluppare lattitudine a fare domande, riflettere, negoziare i significati.

Sviluppare il senso della cittadinanza significa scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise che si definiscono attraverso le relazioni, il dialogo, lespressione del proprio pensiero, lattenzione al punto di vista dellaltro e al riconoscimento dei diritti e dei doveri. Significa porre le fondamenta di un abito democratico, eticamente orientato, aperto al futuro e rispettoso del rapporto uomo-natura.(da Indicazioni per il Curricolo)

LA SCUOLA INOLTRE SI PROPONE COME…

  • Luogo di vita del bambino

  • Luogo di arricchimento personale, diverso e complementare rispetto a quello familiare

  • Termine di confronto esperienziale

  • Opportunità per una progressiva autonomia intellettuale e sociale;

  • Luogo di gioco

  • Luogo di formazione comunitaria in continuità sia con gli asili nido che con le scuole primarie limitrofe.

La scuola dellinfanzia, rapportandosi costantemente allopera svolta dalle famiglie, rappresenta un luogo educativo intenzionale di particolare importanza, in cui le bambine e i bambini realizzano una parte sostanziale della propria relazione con il mondo. Le recenti ricerche hanno mostrato come la scuola dellinfanzia favorisca lapprendimento di comportamenti fondamentali e di conoscenze iniziali utili per acquisire le competenze successive e per rapportarsi con la società. Va anzitutto considerato che non ci troviamo in presenza di una sola infanzia: ci sono diversità nei bambini in termini di curiosità, di livelli di sviluppo e di maturazione. Occorre perciò tenere presenti le variabili esistenti nelle concrete situazioni di vita dei bambini, ripensare in chiave educativa quei tratti di fragilità e quei bisogni di protezione che caratterizzano lidentità dei piccoli di oggi. Ne deriva lesigenza di uninterpretazione personalizzata della vita infantile, di ogni bambino, del suo bisogno di essere accolto e riconosciuto, delle sue peculiari possibilità di sviluppo

(Atto di Indirizzo Gelmini 2009)

PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA SCUOLA

CENTRALITÀ DELLA PERSONA

Con riferimento alla Convenzione sui diritti dell’infanzia del 1989, alla costituzione italiana, ai principi della pedagogia cristiana e alle indicazioni nazionali il bambino è considerato come soggetto di diritti e protagonista della propria autorealizzazione da attuare con interventi educativi di qualità.

E’ importante perciò seguire l’apprendimento di ogni singolo bambino, tener conto del suo feedback, compiere periodiche verifiche al fine di migliorare gli interventi, il tutto in un ambiente educativo improntato allo “star bene a scuola”.

SCUOLA ISPIRATA AI VALORI DEL VANGELO

I valori del vangelo quali capacità di accoglienza, altruismo, dedizione sono assunti come modelli di vita. Elementi senz’altro cristiani ma estremamente civili e propri di una scuola che ha come suo compito primario la formazione.

SCUOLA DI DEMOCRAZIA, LUOGO DI TUTTI E PER TUTTI

Scuola aperta a tutti che favorisce l’accoglienza dei bambini e dei genitori, particolarmente nella fase d’ingresso, creando un clima di dialogo e di ascolto, questo per porre le basi del futuro cittadino capace di vivere i valori della collettività in modo attivo.

SCUOLA LUOGO DELLA TOLLERANZA, DELLA SOLIDARIETÀ E DELLA PACE

Nell’attuale situazione interculturale, la scuola si assume il compito di educare ai valori universali promuovendo l’accettazione incondizionata di tutti e il conseguente rispetto reciproco. Ciò crea le premesse per una società fondata sulla tolleranza, sulla solidarietà e sulla pace.

SITUAZIONI DI NATURA MULTICULTURALE

Nella nostra scuola sono iscritti anche bambini appartenenti a culture diverse in particolare si riscontra una numerosa componente marocchina e indiana.

La scuola risponde al doveroso compito di accogliere questi bambini al fine di facilitare un’integrazione positiva e un ingresso sereno alla scuola primaria.

La cultura di ogni bambino è rispettata, riconosciuta e considerata anche come ricchezza da condividere con gli altri compagni. La nostra scuola rispetta la diversità di credo per questo motivo predispone di un menù alternativo per chi non può mangiare determinati cibi per motivi religiosi, ogni genitore lo specifica per iscritto al momento dell’iscrizione.

IL CONTESTO

La scuola dell’infanzia Santo Stefano di Brognoligo si trova in Via Santo Stefano n° 1\a, comune di Monteforte D’Alpone, é una scuola autonoma e paritaria gestita da un comitato di volontari.

La scuola dell’infanzia S.Stefano è situata nell’est veronese, ai confini con la provincia di Vicenza di cui fa parte come diocesi. Sorge in una zona collinare coltivata a vigneti e ciliegi dove la tradizione contadina è ancora molto viva, nonostante ciò, gran parte dei genitori lavora nelle fabbriche dei paesi vicini. I bambini hanno la fortuna di vivere a contatto con la natura, e la scuola offre la possibilità di sviluppare tutte le potenzialità garantendo delle esperienze guidate e risposte agli interrogativi umani e Cristiani.

La presenza in paese di famiglie straniere si va consolidando per cui i bambini entrano in contatto con altre culture, imparando così a vivere la diversità non come problema ma come valore e ricchezza.

ORGANIZZAZIONE, RISORSE E GESTIONE DELLA SCUOLA

RISORSE STRUTTURALI

Nell’anno 2013 la scuola ha subito un’importante ristrutturazione e risulta organizzata così:

PIANO TERRA

  • Servizi igienici

  • Angolo del cambio

  • Palestra

  • Sala mensa

  • Biblioteca

  • Cucina

PRIMO PIANO

  • Salone

  • Angolo per il cambio scarpe e armadietti

  • Servizi igienici

  • Due aule ampie e luminose con arredamento adeguato e con accesso indipendente in un cortile con alberi e giochi strutturati

SECONDO PIANO

  • Sala riposo

  • Servizi igienici

Il salone e le aule sono organizzate strutturalmente in angoli:

  • SALONE: angolo del disegno, angolo cucina, angolo mercato.

  • AULE: angolo delle macchinine, angolo puzzle, angolo con gli animali e le costruzioni, angolo delle bambole e lettura, angolo cucina.

L’ambiente scolastico risponde a norme d’igiene e di sicurezza secondo la legislazione vigente, quotidianamente la pulizia degli ambienti è assicurata da personale incaricato a norma di contratto ed è garantito da interventi straordinari annuali.

ORGANIZZAZIONE GENERALE E VITA SCOLASTICA

CALENDARIO

I nuovi iscritti iniziano a frequentare la scuola il giorno 5 settembre solo al mattino. Medi e grandi iniziano a frequentare sempre dopo la festa votiva dell’8 settembre. Per tutti l’anno scolastico termina il 30 giugno. La scuola è aperta nei giorni feriali escluso il sabato e le festività civili e religiose, attenendosi al calendario stabilito dalla F.I.S.M.

ORARIO

entrata dalle ore 7.30 alle ore 9.00

uscita dopo pranzo dalle ore 12.45 alle ore 13.00

uscita dalle ore 15.30 alle ore 16.00

uscita per il post orario dalle ore 16.00 alle ore 18.00

SCANSIONE DEI TEMPI

Dalle 7.30 alle 9.00 accoglienza e gioco libero

Dalle 9.00 alle 9.30 merenda

Dalle 9.30 alle 10.00 igiene

Dalle 10.00 alle 11.00 attività in classe e gioco libero

Dalle 11.00 alle 11.30 igiene

Dalle 11.30 alle 12.30 pranzo

Dalle 12.30 alle 13.15 gioco libero

Dalle 13.15 alle 13.30 igiene

Dalle 13.30 alle 14.30 riposo per medi e piccoli attività per i grandi

Dalle 14.30 alle 15.00 igiene

Dalle 15.00 alle 15.30 merenda

Dalle 15.30 alle 16.00 uscita

Dalle 16.00 alle 18.00 post orario

SUDDIVISIONE DELLE SEZIONI

Per l’anno scolastico 2017/18 le sezioni sono 3 composte da 18/19 bambini ciascuna per un totale di 54 bambini.

I piccoli (tre anni) sono 14 , i piccolissimi (due anni e mezzo) sono 6, i medi (quattro anni) sono 16, i grandi (cinque anni) sono 18.

Si è deciso di organizzare le sezioni in maniera eterogenea tuttavia due giorni a settimana i bambini lavoreranno per gruppi di età in attività di laboratorio.

AMMISSIONE E DOMANDA DISCRIZIONE

Sono ammessi i bambini idonei secondo la legge vigente.

I genitori presentano domanda d’iscrizione alla direzione della scuola in apposito modulo.

INTEGRAZIONE CON IL SISTEMA SCOLASTICO

La nostra scuola partecipa agli incontri di coordinamento di rete con altre scuole federate F.I.S.M. per offrire un servizio più efficace.

Si mantengono rapporti con le scuole di altri ordini e si garantisce un progetto continuità per una corretta comunicazione delle informazioni.

Lo statuto e il regolamento sono depositati presso la segreteria della scuola.

SERVIZIO MENSA E TRASPORTO

Il servizio mensa è fornito dalla scuola che dispone di una cucina a norma. Il menù viene stabilito in collaborazione con l’ULSS 20. La cuoca giornalmente preleva una campionatura del pasto per eventuali controlli, l’azienda che gestisce la sicurezza scolastica prevede inoltre un tampone di controllo tre volte all’anno.

La pulizia degli ambienti e l’igiene degli alimenti (HACCP) è garantita dalla conformità alla normativa vigente e dal controllo di specialisti esterni.

La scuola si avvale del servizio di trasporto organizzato dal comune di Monteforte, che mette a disposizione anche un accompagnatore in ogni scuolabus.

RISORSE UMANE

La scuola dell’infanzia gode della presenza di:

  • 1 coordinatrice con ruolo di insegnate

  • 2 insegnati

  • 1 insegnante di sostegno/operatore

  • 1 cuoca

  • 1 ausiliaria per le pulizie e sorvegliante per il post orario

La partecipazione ai corsi di aggiornamento garantisce professionalità e competenza. Le insegnanti prestano servizio a norma del C.C.N.L sottoscritto dalla F.I.S.M nazionale.

La cuoca si occupa della mensa interna vigilata dall’A.S.L.

RISORSE MATERIALI

La scuola dispone di: un computer con stampante, fotocopiatrice, lettori dvd e cd, fotocamera digitale, materiale strutturato e non.

RISORSE ECONOMICHE

La scuola dell’infanzia Santo Stefano di Brognoligo promuove e gestisce servizi di interesse sociale e formativo. Essa non si propone scopi di lucro ed è sostenuta economicamente dal contributo pagato dai genitori, stabilito dal consiglio di amministrazione in sintonia con i comitati di gestione delle altre scuole dell’infanzia del comune. E’ presente una convenzione tra il comune di Monteforte d’Alpone e le scuole dell’infanzia non statali, che prevede la concessione di finanziamenti e benefici economici a questi enti. Esiste inoltre il contributo proveniente dalla Regione Veneto e dal Ministero della Pubblica Istruzione. Occasionalmente ci sono anche offerte fatte da associazioni e privati.

Si garantisce trasparenza gestionale e contabile con la pubblicità dei bilanci in ottemperanza alle vigenti norme.

LINEE GUIDA DEI PERCORSI EDUCATIVI-DIDATTICI

Nella programmazione curricolare, elaborata dal collegio docenti, sono sviluppate le unità di apprendimento a partire da obiettivi formativi specifici che consentono ad ogni bambino l’acquisizione di competenze, la maturazione dell’identità e la conquista dell’autonomia. Le unità di apprendimento sono pensate e proposte nel pieno rispetto del percorso di crescita di ogni bambino per ogni fascia di età, per questo motivo rappresentano una risposta ai reali bisogni dei bambini e al loro progressivo sviluppo.

La Programmazione curricolare deve essere di conseguenza flessibile perché si propone quale risposta educativa adeguata al vissuto del bambino.

All’interno della Programmazione sarà presente anche un Progetto di IRC per tutti i bambini.

La stesura della Programmazione tiene conto delle indicazioni e dei consigli che scaturiscono dai periodici incontri di gruppo di coordinamento FISM. Questo permette uno scambio professionale tra le insegnanti delle diverse scuole ma anche la continuità nella proposta educativa finalizzata allo sviluppo di una cultura dell’infanzia condivisa tra il personale docente e le scuole vicine.

LE FINALITA’

Come descritto nella parte riguardante la Mission la Scuola dell’Infanzia, concorre all’educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, crescita, apprendimento.

Nel rispetto della primaria responsabilità educativa dei genitori, contribuisce alla formazione integrale e realizza il profilo educativo e la continuità educativa con il complesso dei Servizi all’infanzia e la Scuola Primaria.

OBIETTIVI GENERALI DEL PROCESSO FORMATIVO

La Scuola dell’Infanzia concorre allo sviluppo armonico del bambino in ordine a:

LA MATURAZIONE DELL’IDENTITA’

Il bambino è condotto a:

– acquisire atteggiamenti di stima di sé, sicurezza, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazione al passaggio dalla curiosità alla ricerca

– sviluppare la capacità di esprimere e controllare le emozioni e i sentimenti, rendendolo sensibile a quelli degli altri

– riconoscere e apprezzare l’identità personale ed altrui nelle connessioni con le differenze di sesso, cultura e di valori

CONQUISTA DELL’AUTONOMIA

Il bambino è portato a:

– riconoscere le dipendenze dall’ambiente sociale, essere in grado di orientarsi in maniera personale alla realtà e di compiere scelte innovative.

– collaborare con i singoli e i gruppi nella scoperta rispettare i valori della libertà, della cura di sé, degli altri, dell’ambiente, della solidarietà, della giustizia, dell’impegno ad agire per il bene comune.

SVILUPPO DELLE COMPETENZE

Il bambino è portato a:

  • incontrare le prime forme di lettura

  • conoscere le diverse realtà: sociale, artistica, urbana e storica, tradizionale produrre messaggi attraverso numerose attività rappresentative e codici comunicativi

  • mostrare coerenza cognitiva e di comportamenti pratici, insieme a intuizione, immaginazione, creatività e gusto estetico

SVILUPPO DEL SENSO DELLA CITTADINANZA

Il bambino è portato a:

  • porre attenzione al punto di vista dell’altro

  • scoprire gli altri, i loro bisogni e la necessità di gestire i contrasti attraverso regole condivise

  • definire le regole attraverso le relazioni, il dialogo, l’espressione del proprio pensiero

TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE E OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO

Gli obiettivi generali sopra descritti si declinano poi in maniera più particolareggiata in obiettivi specifici, articolati in cinque aree come dalle Nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’infanzia e del Primo Ciclo d’Istruzione del 2012.

Gli insegnanti accolgono, valorizzano ed estendono le curiosità, le esplorazioni, le proposte dei bambini e creano occasioni di apprendimento per favorire l’organizzazione di ciò che i bambini vanno scoprendo. L’esperienza diretta, il gioco, il procedere per tentativi ed errori, permettono al bambino, opportunamente guidato, di approfondire e sistematizzare gli apprendimenti.

Ogni campo di esperienza offre un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare, accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri. Nella scuola dell’infanzia i traguardi per lo sviluppo della competenza suggeriscono all’insegnante orientamenti, attenzioni e responsabilità nel creare piste di lavoro per organizzare attività ed esperienze volte a promuovere la competenza, che a questa età va intesa in modo globale e unitario.

IL SE’ E L’ALTRO

Le grandi domande, il senso morale, il vivere insieme “I bambini formulano le grandi domande esistenziali e sul mondo e cominciano a riflettere sul senso e sul valore delle loro azioni, prendono coscienza della propria identità, scoprono le diverse attività e apprendono le prime regole necessarie alla vita sociale.”

Traguardi per lo sviluppo della competenza

  • Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini.

  • Sviluppa il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato.

  • Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre

  • . Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia e riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.

  • Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.

  • Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.

  • Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.

IL CORPO IN MOVIMENTO

Identità, autonomia, salute “I bambini prendono coscienza e acquisiscono il senso del proprio sé fisico, il controllo del corpo, delle sue funzioni, della sua immagine, delle possibilità sensoriali ed espressive e di relazione e imparano ad averne cura attraverso l’educazione alla salute”

Traguardi per lo sviluppo della competenza

  • Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola.

  • Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.

  • Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.

  • Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva.

  • Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.

IMMAGINI, SUONI, COLORI

Gestualità, arte, musica, multimedialità “I bambini sono portati a esprimere con immaginazione e creatività e loro emozioni e i loro pensieri.”

Traguardi per lo sviluppo della competenza

  • Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente.

  • Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e altre attività manipolative;

  • utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.

  • Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di animazione …);

  • sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di opere d’arte.

  • Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.

  • Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoro-musicali.

  • Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.

I DISCORSI E LE PAROLE

Comunicazione e lingua “I bambini apprendono a comunicare verbalmente a descrivere le proprie esperienze e il mondo, a conversare e dialogare a riflettere sulla lingua, e si avvicinano alla lingua scritta.”

Traguardi per lo sviluppo della competenza

  • Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.

  • Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative.

  • Sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra i suoni e i significati.

  • Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definirne regole.

  • Ragiona sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e sperimenta la pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia.

  • Si avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie digitali e i nuovi media.

LA CONOSCENZA DEL MONDO

Oggetti, fenomeni, viventi, numeri e spazio “I bambini esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali il raggruppare, il comparare, il contare, l’ordinare, l’orientarsi e il rappresentare con disegni e parole.”

Traguardi per lo sviluppo della competenza

  • Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.

  • Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana.

  • Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo.

  • Osserva con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti.

  • Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i possibili usi.

  • Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell’operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e altre quantità.

  • Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.

OBIETTIVI DI RELIGIONE CATTOLICA

Le attività mirate all’insegnamento della religione cattolica offrono occasioni per lo sviluppo integrale della personalità dei bambini, aprendo alla dimensione religiosa e valorizzandola, promovendo la riflessione sul loro patrimonio di esperienze e contribuendo a rispondere al bisogno di significato di cui anche essi sono portatori. Per favorire la loro maturazione personale, nella sua globalità, i traguardi relativi all’ IRC sono distribuiti nei vari campi di esperienza. Di conseguenza ciascun campo di esperienza viene integrato come segue:

Il sé e l’altro

Il bambino scopre nei racconti del vangelo la persona e l’insegnamento di Gesù, da cui apprende che Dio è Padre di tutti e che la Chiesa è la comunità di uomini e donne unita nel suo nome, per sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose.

Il corpo e il movimento

Il bambino riconosce nei segni del corpo l’esperienza religiosa propria e altrui per comunicare e manifestare anche in questo modo la propria interiorità, l’immaginazione e le emozioni.

Immagini, suoni, colori

Il bambino riconosce alcuni linguaggi simbolici e figurativi caratteristici delle tradizioni e della vita dei cristiani (segni, feste, preghiere, canti, gestualità, spazi, arte), per poter esprimere con creatività il proprio vissuto religioso.

I discorsi e le parole

Il bambino impara alcuni termini del linguaggio cristiano, ascoltando semplici racconti biblici, ne sa narrare i contenuti riutilizzando i linguaggi espressi, per sviluppare una comunicazione significativa anche in ambito religioso.

La conoscenza del mondo

Il bambino osserva con meraviglia ed esplora con curiosità il mondo, riconosciuto dai cristiani e da tanti uomini religiosi come dono di Dio creatore, per sviluppare sentimenti di responsabilità nei confronti della realtà abitandola con fiducia e speranza.

PROGETTO ACCOGLIENZA

Il momento dell’accoglienza è un momento molto delicato sia per il bambino che vive la separazione dei genitori e deve imparare a conoscere nuove persone e nuovi ambienti, sia per la famiglia che deve sviluppare un rapporto di fiducia col personale a cui il bambino viene affidato. Si tratta di un momento molto delicato che va affrontato con empatia e, se vissuto con serenità, pone le basi per una positiva collaborazione scuola-famiglia. Vivere un distacco sereno dalla famiglia e dai luoghi famigliari è uno degli obiettivi principali del progetto accoglienza. Il bambino deve sentirsi accolto e compreso dall’ambiente scolastico per poter poi instaurare un rapporto sereno improntato sulla fiducia con le figure di riferimento e con gli altri bambini.

Nel progetto accoglienza si cerca principalmente di far sentire i bambini parte di un gruppo per questo sono previsti molti giochi, canzoni, narrazione di storie.

Il libro che quest’anno accompagnerà il progetto accoglienza è “Tre piccoli gufi” di Martin Waddel.

Sara, Bruno e Tobia una notte si svegliano e scoprono che la mamma non c’è più.

Inizia così lo scambio di battute che vede i due fratelli più grandi, Sara e Bruno, ragionare insieme per capire dove può essere andata Mamma Gufa e farsi coraggio a vicenda. Con il trascorrere del tempo, però, cresce la preoccupazione, che infine si trasforma in timore che possa essere accaduto qualcosa di male alla mamma. “Forse si è persa” ipotizza infatti Sara. E Bruno rincara: “O l’ha presa la volpe!” Mentre il piccolo e simpatico Tobia, il fratellino minore, si limita a ribadire con insistenza che… vuole la mamma!

A fare da sfondo ai ragionamenti dei gufetti è il bosco, un bosco disegnato con tratti leggeri, immerso in una notte nera. I tre fratellini si fanno compagnia e si tengono stretti fino all’atteso lieto fine, quando Mamma Gufa arriva volando silenziosa e si posa sul ramo dove i tre piccoli la stanno aspettando. Il momento è denso di significato come sottolinea a livello formale, la scelta del carattere maiuscolo: “E LEI TORNO’”.

La paura dell’abbandono vinta dalla solidarietà fraterna

Un libro che affronta due tematiche importanti: il distacco dalla mamma (e il timore dell’abbandono) e il legame tra fratelli. Il bimbo a cui viene letta questa storia non farà fatica a immedesimarsi con i piccoli gufi preoccupati per l’assenza della mamma e gioirà con loro per il suo ritorno. Perché il messaggio è chiaro: la mamma può andare via per un po’, ma poi torna. Le mamme non abbandonano i loro piccoli!

I tre gufetti offrono, inoltre, un bell’esempio di solidarietà fraterna, rendendo questo libro un regalo particolarmente indicato per il primogenito che aspetta un fratellino e per tutti i bambini a cui è nato un fratello minore.

Un’arte chiara ed espressiva

Le illustrazioni sono semplici e chiare, immediatamente comprensibili anche per i lettori più piccini, e allo stesso tempo risultano ricche di dettagli e molto realistiche. I tre piccoli gufi, ad esempio, sono decisamente espressivi: il loro sguardo spaventato esprime con efficacia la preoccupazione e la paura per l’assenza materna, così come le loro mosse (“svolazzavano, ballavano e saltellavano”) rendono bene la gioia e l’entusiasmo per il ritorno della mamma.

Il Progetto si svilupperà da Settembre fino a Ottobre/Novembre.

PROGETTO A LUNGO TERMINE

LE AVVENTURE DI POKONASO”

CONTESTUALIZZAZIONE

Quest’anno abbiamo ideato una macro traccia di lavoro che conduca i bambini ad esplorare la linea del tempo partendo dal loro vissuto personale per avventurarsi poi nel passato più remoto… la preistoria. Questo progetto darà la possibilità ai bambini di essere protagonisti attivi della propria educazione e di sviluppare un pensiero scientifico attraverso la ricerca-azione.

Per affrontare questo tema ci verrà in aiuto la lettura del libro “Le avventure di Pokonaso” di John Grant. Il racconto verrà presentato ai bambini un po’ alla volta e le tematiche trattate verranno suddivise in unità di apprendimento.

UNITA’ DI APPRENDIMENTO

Il percorso verrà suddiviso in quattro unità di apprendimento:

Unità 1: “TRACCE DAL PASSATO”

– La macchina del tempo

– Troviamo uova, ossa, orme

– I Dinosauri

Unità 2: “GLI UOMINI PRIMITIVI”

  • La caverna con i graffiti

  • Conosciamo Pokonaso e la sua tribù

  • Dove vivono? Come si vestono?

  • La nostra casa è diversa dalla loro?

Unità 3: “LA SCOPERTA DEL FUOCO”

  • La pietra focaia

  • A Cosa serve il fuoco?

  • Come lo utilizzavano gli uomini primitivi?

Unità 4: “IL CIBO”

  • Come mangiavano gli uomini primitivi?

  • Come si procuravano il cibo: caccia, pesca, agricoltura…

  • Come ci procuriamo il cibo noi?

TEMPI

Novembre-giugno

MONITORAGGIO E VERIFICA

Tutte le esperienze sono documentate attraverso elaborati, cartelloni, mostre fotografiche, manufatti, valutazioni durante le riunioni con i genitori.

La Programmazione Curricolare viene presentata ai genitori ad inizio anno attraverso apposito incontro.

PROGETTO RELIGIOSO

Il progetto di religione cattolica nella nostra scuola viene sviluppato settimanalmente, il mercoledì infatti diventerà il Giorno di Gesù. I bambini si divideranno nelle tre sezioni miste diranno una preghiera assieme alle insegnanti e accenderanno una piccola candela che diventerà il simbolo della luce di Gesù che guida i nostri passi. La candela ha lo scopo di far capire ai bambini che il giorno di Gesù è speciale e diverso da tutti gli altri della settimana.

La curiosità e il bisogno di sicurezza rendono i bambini attenti ai discorsi religiosi: essi sanno credere in Dio, il Padre buono che è nei cieli e che ha creato tutto ciò che ci circonda e la natura attorno a noi.

Chi quest’anno li condurrà al Padre sarà il Figlio, Gesù, la cui figura è più concreta, più tangibile e noi daremo ai bambini la possibilità di conoscerlo e volergli bene proprio come ad un amico.

La programmazione annuale ci permetterà di viaggiare nel tempo attraverso la macchina del tempo e i bambini avranno la possibilità di approfondire il loro vissuto personale ripercorrendo alcune tappe fondamentali della loro vita. In questo senso tratteremo il tema del Battesimo, approfondiremo il suo significato religioso e ne impareremo i simboli più importanti.

Durante il periodo che precede il Natale i bambini si prepareranno ad accogliere con gioia la nascita di Gesù attraverso letture, pensieri e opere di generosità.

Il periodo che precede la Pasqua sarà dedicato alla vita e agli insegnamenti di Gesù’.

Leggeremo poi assieme ai bambini il brano di Noè e del diluvio universale facendo una riflessione sul tema dell’identità e della ricchezza della diversità.

ATTIVITÀ

Le attività proposte al bambino durante la giornata scolastica si possono suddividere in attività didattiche che dipendendo dal progetto in corso e che variano toccando tutti gli ambiti. Le iniziative didattiche sono: laboratorio grafico-pittorico, manipolazione, drammatizzazione, attività motoria, laboratorio sulle allacciature, laboratorio artistico, gioco libero e guidato, laboratorio di avvicinamento alla lettura, laboratorio di cucina e educazione alimentare, atelier con diversi tipi di materiale e attività ricorrenti di vita quotidiana quali appello, calendario, assunzione degli incarichi. Le attività motorie, drammatizzazione e musica sono svolte in intersezione e con momenti di grande gruppo. I bambini partecipano ad iniziative del paese come l’allestimento del carro di carnevale. Le insegnanti sono consapevoli che il gioco e la forma privilegiata di apprendimento e di relazione così che tutte le attività libere, strutturate, mediate e guidate sono prevalse da un clima ludico. L’attività delle insegnanti é così esplicitata:

  • proposta educativa e didattica

  • predisposizione dell’ambiente affinché sia accogliente e motivante

  • osservazione

  • verifiche

  • valutazione

  • costruzione del portfolio

  • valutazione del sistema scuola e autovalutazione

  • continuità verticale e orizzontale

ATTIVITA’ INTEGRATIVE

PROGETTO MUSICA

L’ambito sonoro – musicale valorizza lo sviluppo delle capacità del bambino ed è uno strumento fondamentale per facilitare l’interazione dei bambini tra di loro.”

I percorsi proposti nella scuola dell’infanzia hanno lo scopo di:

– favorire l’esplorazione dell’ambiente per conoscere le potenzialità sonore.

– Fare utilizzare materiali diversi per scoprire nuove sonorità.

– Sviluppare un atteggiamento di curiosità verso ciò che non si conosce.

– Sviluppare le conoscenze acquisite per giocare con i suoni.

– Ricreare paesaggi sonori realistici o fantastici.

– Produrre realisticamente e individualmente invenzioni musicali in funzione di un immediato divertimento o per momenti di drammatizzazione, danza o teatro.

PRESTITO LIBRI DALLA BIBLIOTECA SCOLASTICA

La scuola dell’infanzia offre un servizio di prestito bibliotecario ogni 15 giorni. In giorni prestabiliti della settimana i bambini possono portare a casa un libro della biblioteca da leggere con mamma e papà.

PROGETTO LINGUA INGLESE

Il bambino, attraverso il gioco e l’attività strutturata, è messo nelle condizioni di apprendere la lingua straniera secondo le medesime dinamiche con cui impara la lingua materna. L’approccio esclusivamente ludico è caratterizzato da autenticità linguistica e mira a promuovere partecipazione e creatività.

PROGETTO CONTINUITA’

La scuola dell’infanzia garantisce un percorso unitario caratterizzato da sequenzialità e intenzionalità educativa e consegna alla scuola primaria i campi di esperienza sviluppati in prospettiva dinamica a livello di trasversalità concettuale.

La continuità con la scuola primaria è tenuta attraverso alcuni incontri con le insegnanti; si utilizza il portfolio per trasmettere informazioni e sono completate delle griglie di osservazione stabilite collegialmente.

Per i bambini dell’ultimo anno la scuola primaria propone alcune giornate da vivere insieme per la conoscenza del nuovo ambiente scolastico.

La continuità con la famiglia è realizzata attraverso:

  • Incontri tra genitori ed insegnanti

  • Frequenti contatti con la famiglia per promuovere la vita e le attività della scuola

  • Momenti comunitari di riflessione, di festa e celebrazioni di fede

LE RELAZIONI

ORGANI COLLEGIALI

Presso la nostra scuola dell’infanzia sono presenti i seguenti organi collegiali:

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

E’ composto da membri eletti e membri di diritto.

Sono eletti: tre membri dell’assemblea dei genitori, tre componenti della comunità parrocchiale. Sono di diritto: un rappresentante del comune eletto dal consiglio comunale se questo soccorre alla gestione della scuola, il parroco pro-tempore o un suo delegato, la responsabile pro-tempore della scuola. Il consiglio elegge il Presidente, il vicepresidente ed il segretario–cassiere. Si riunisce su convocazione del presidente, normalmente una volta ogni due mesi salvo convocazione straordinaria del presidente. I suoi compiti sono:

  • Eleggere il presidente, vicepresidente ed il segretario – cassiere

  • Compilare i bilanci da sottoporre al voto dell’assemblea

  • Propone all’assemblea le modifiche dello statuto

  • Provvede alla gestione amministrativa

  • Deliberare i regolamenti interni

  • Approvare le nomine del personale e stipulare contratti di lavoro

  • Deliberare le costituzioni in giudizio di ogni genere

  • Regolare in genere gli affari che interessano la scuola dell’infanzia

ASSEMBLEA DI SCUOLA

L’assemblea è costituita:

  • dai genitori dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia

  • dai membri del consiglio di amministrazione

L’assemblea è convocata dal consiglio almeno due volte l’anno mediante comunicazione scritta contenente l’ordine del giorno.

L’assemblea delibera: il bilancio preventivo e consuntivo, gli indirizzi e direttive generali dell’associazione, le nomine di sua competenza, dei componenti il consiglio d’amministrazione, le modifiche dell’atto costitutivo, dello statuto proposte dal consiglio di amministrazione e tutto quant’altro a lei demandato per legge o statuto.

ASSEMBLEA DI SEZIONE

E’ costituita dai genitori, dalla coordinatrice e dall’insegnante della sezione. E’ convocata dall’insegnante di sezione in accordo con la coordinatrice. Si riunisce all’inizio dell’anno scolastico per offrire un apporto costruttivo all’elaborazione del piano di lavoro e delle attività di sezione; in seguito, per la verifica dell’attività svolta o quando qualche problema specifico lo richieda. L’assemblea di sezione ha in particolare il compito di realizzare la continuità educativa tra scuola e famiglia.

COLLEGIO DEI DOCENTI

Il collegio delle docenti è formato da tutte le insegnanti impegnate nella scuola ed è presieduta dalla coordinatrice. Alle sue riunioni possono essere invitate anche altre persone che operano con continuità nella scuola a favore di eventuali alunni handicappati.

Le riunioni sono indette, almeno una volta il mese, dalla coordinatrice.

Competono al collegio:

  • la programmazione educativa e didattica in coerenza con il “progetto educativo” e con la volontà dei genitori espressa attraverso le assemblee

  • la formazione e l’organizzazione delle sezioni

  • la verifica e la valutazione periodica dell’attività educativa e la definizione delle modalità che sono adattate per darne puntuale informazione ai genitori

  • il diritto–dovere dell’aggiornamento professionale, da assolversi con lo studio personale e con la partecipazione alle iniziative proposte dalla F.I.S.M.

COLLEGIO DOCENTI DI ZONA

E’ formato dalle insegnanti in servizio nelle scuole materne autonome di ogni zona. Ogni collegio è presieduto da un coordinatore, designato dalla presidenza provinciale F.I.S.M.

I contenuti che li vedono impegnati sono i seguenti, fatta salva l’autonomia di orientare diversamente le scelte:

  • Determinazione dei criteri generali per la programmazione educativa e didattica

  • Progettazione di unità didattiche

  • Verifiche e scambi di esperienze

NORME PER LA SICUREZZA DEGLI AMBIENTI

La scuola ha affidato la supervisione della sicurezza degli ambienti ad un’azienda specializzata: Acons srl con sede a Dossobuono.

Il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP) con cui la scuola collabora è il Sig. Adami Massimo.

INCLUSIONE SCOLASTICA

L’inclusione e il successo formativo di tutti i nostri alunni sono lo scopo principale della scuola. In modo particolare, la risposta alle nuove problematiche della disabilità, dei disturbi specifici di apprendimento e dei bisogni educativi speciali rappresentano un obiettivo strategico dell’istituto. La scuola attua la piena accoglienza nei loro confronti consapevole che la diversità è una risorsa e che un’utenza sempre più diversificata che presenta una pluralità di bisogni formativi, ed un variegato ventaglio di disagi sono l’evoluzione normale di un ambito territoriale in crescita e con forte flusso immigratorio.

L’inserimento degli alunni diversamente abili nelle sezioni/classi è finalizzato alla piena integrazione di ognuno. Per ciascun alunno in situazione di handicap, la scuola, in collaborazione con la famiglia e con gli specialisti del servizio territoriale dell’ulss 20 predispone un apposito “Piano educativo individualizzato”. La scuola, inoltre, segnala le necessità di assistenza specialistica alla persona agli Enti Locali che, a loro volta, forniscono il personale necessario come supporto all’attività docente. In ogni caso le attività di integrazione e il conseguente intervento degli operatori riguardano tutta la classe o tutto il gruppo in cui è inserito alunno con handicap; le attività di tipo individuale sono espressamente previste nel piano educativo.

LA SCUOLA DELL’INCLUSIONE E DEL SUCCESSO FORMATIVO

La direttiva del 2012, con cui il MIUR ha accolto gli orientamenti da tempo presenti in molti Paesi dell’Unione europea, precisa il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), che si basa su una visione globale della persona fondata sul profilo di funzionamento e sull’analisi del contesto. La direttiva amplia al di là dei DSA l’area delle problematiche prese in considerazione, quali, ad esempio, i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività, nonché il funzionamento intellettivo limite, e introduce il tema dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale. Si evidenzia il ruolo fondamentale dell’azione didattica ed educativa, e quindi il dovere della Scuola di realizzare la personalizzazione del processo formativo di ogni alunno, facendo attenzione nel distinguere tra ordinarie difficoltà di apprendimento, gravi difficoltà e disturbi di apprendimento.

Nei confronti dei BES la nostra scuola:

  • Rileva i casi all’interno del Collegio Docenti;

  • Individua le aree di funzionamento della persona nelle quali intervenire;

  • Adegua le programmazioni delle discipline ai casi, attraverso la strutturazione di un Piano Didattico Personalizzato;

  • Richiede, eventualmente, personale specializzato presente nei diversi enti territoriali.

  • Favorire i processi di inclusione, la piena integrazione al gruppo classe e le condizioni per il successo formativo di tutti gli alunni e in particolare per coloro che si trovano in situazione di disagio.

  • I Piani personalizzati di norma sono elaborati entro il mese di novembre, sono obbligatori per i D.S.A. certificati.

La legislazione nazionale sui BES favorisce l’introduzione di percorsi personalizzati per tutti gli alunni che richiedano risposte specifiche a specifici problemi. Non sarà più indispensabile una diagnosi per dare avvio ad un percorso personalizzato, ma l’osservazione, la competenza, la professionalità nella funzione docente che potrà anticipare i tempi, che opererà delle scelte didattiche precise.

Il Collegio Docenti favorisce l’adozione di una procedura unificata relativa al modello di Piano Didattico Personalizzato che si struttura come Patto Formativo condiviso con la famiglia, progettato dal momento del rilevamento dei bisogni educativi speciali dell’alunno e aggiornato negli anni successivi.

ALLERGIE, INTOLLERANZE ALIMENTARI, FARMACI SALVAVITA

Per i bambini che soffrono di particolari allergie o intolleranze alimentari la scuola propone un apposito menù individualizzato dopo aver ricevuto opportuno certificato medico che ne attesti l’effettivo bisogno.

Per i bambini che necessitano della somministrazione di farmaci salvavita certificata dal medico curante, la scuola predispone di un apposito spazio dove tali farmaci vengono conservati con allegata la relativa documentazione medica.

La nostra scuola predispone un menù particolare anche per coloro che non possono mangiare determinate pietanze per motivi religiosi.

VALUTAZIONE

Le insegnanti basano la valutazione sull’osservazione costante del bambino.

Altri strumenti usati sono:

  • griglie di osservazione che consentono di categorizzare i comportamenti

  • prodotti grafici e plastici dei bambini

  • Fotografie

Tre sono i momenti forti di valutazione:

  • momento iniziale in cui le insegnanti verificano il quadro delle competenze, dell’identità, dell’autonomia e il bagaglio socio – culturale con cui il bambino si presenta a scuola.

  • vari momenti, in itinere diretti a raccogliere informazioni per assumere decisioni

  • momento del bilancio finale in cui si effettua la verifica degli esiti formativi.

Il tutto è raccolto nel portfolio, strumento d’informazione dinamico, flessibile e contestualizzato.

LA VALUTAZIONE CON I GENITORI

Per la Scuola è importante una grande collaborazione con i genitori e non solo per poter intervenire tempestivamente qualora ci fossero difficoltà o soluzioni ritenute non idonee. Le occasioni di incontro, di confronto e di valutazione della Scuola con i genitori sono:

ASSEMBLEE DEI GENITORI

È una grande opportunità per dialogare serenamente con le insegnanti e con altri genitori

COLLOQUI CON LE INSEGNANTI

Nella nostra scuola si offrono diverse opportunità di scambio con la famiglia proprio perché si riconosce la valenza estrema del lavoro collaborativo.

Costruire un legame con la famiglia basato sulla fiducia reciproca, fatto di semplici scambi comunicativi nel momento dell’incontro quotidiano fanno comprendere al genitore la propria presenza ed attenzione nei confronti del bambino e di quello che lo riguarda relativamente alla sua esperienza scolastica. Essa è prerogativa di ogni singolo docente.

Ad esso si aggiunge la possibilità di fissare dei momenti specifici ove ne sorgesse la necessità sia da parte della famiglia che della scuola.

Le date delle assemblee saranno comunicate in itinere.

FORMAZIONE, AUTOVALUTAZIONE, INTERVENTI DI MIGLIORAMENTO

FORMAZIONE

L’aggiornamento professionale e le attività di formazione sono elementi di qualità della nostra Offerta Formativa: forniscono ai docenti strumenti culturali e scientifici per supportare la sperimentazione, la ricerca-azione, l’innovazione didattica favorendo la costruzione dell’identità dell’Istituzione scolastica; l’innalzamento della qualità della proposta formativa e la valorizzazione professionale. Il piano di formazione tiene conto dei seguenti elementi:

  • il bisogno, espresso dai docenti, di rafforzare le competenze progettuali, valutative, organizzative, pedagogiche e relazionali, per affrontare i cambiamenti che la società propone,

  • l’esigenza di conoscere l’evoluzione del quadro normativo,

  • l’attenzione alla sicurezza e alla salute nell’ambiente di lavoro che coinvolge anche il personale ausiliario

  • l’approfondimento di aspetti culturali, epistemologici e didattici sia disciplinari che interdisciplinari,

  • la necessità di implementare la relazione con le famiglie, il territorio e i referenti istituzionali, con particolare riferimento a specifiche problematiche, all’handicap e alle difficoltà di apprendimento.

AUTOVALUTAZIONE

Migliorare la qualità dei servizi è la nostra grande finalità. Ciò avviene attraverso scelte organizzative adeguate alla formazione culturale, affettiva e socioculturale di tutti i soggetti coinvolti, in primo luogo degli alunni e delle famiglie. Nello stesso tempo richiede alla nostra scuola un processo di autovalutazione dei propri risultati, una verifica che permetta di conoscere se i servizi offerti rispondano alle esigenze degli alunni e dei genitori, all’interno di una prospettiva globale. Per questo dall’anno scolastico in corso è stato elaborato un questionario a cui ogni genitore è invitato a rispondere in forma anonima.

La Coordinatrice

Dalla Manica Monica

Le Insegnanti

Dalla Manica Monica

Martinelli Daniela

Sordato Federica

Il Presidente

Piccoli Domenico

 

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